Musica news intervista, Francesco Foti: Esorcizzare il male con Tàn tàn tàn

Musica, news, Intervista Esclusiva; Francesco Foti, cantante, cantautore, musicista o poeta? Francesco Foti è tutte queste cose e molto di più… Non a caso il popolo del web l’ha premiato con oltre 60.000 visualizzazioni su YouTube.

Musica, news, Intervista Esclusiva; Francesco Foti è uno di quegli autori che hanno deciso di intraprendere il percorso artistico da solo… Senza appunto alcun supporto delle case discografiche. In questo modo l’artista siciliano ha trovato il modo per esprimersi artisticamente, affinando il suo sound e contaminandolo con specifiche influenze.

I lavori musicali di Francesco Foti sono una vera e propria ricerca curata nei minimi dettagli. Non è facile capire se prima sia nata la musica o il testo, (Ndr. Un po’ come l’uovo con la gallina), il risultato però resta comunque sensazionale. Quanto detto, infatti, è dimostrato dal suo singolo Tàn tàn tàn che su YouTube ha guadagnato 69.039 visualizzazioni.

La musica di Tàn tàn tàn è un mix di rock, ironia e  rabbia! Non a caso il singolo è una vera e propria denuncia contro i mali che rovinano il mondo. La voce arricchiti da effetti elettronici si abbina perfettamente ai riff di chitarra elettrica che padroneggiano la canzone. In un certo qual modo è lo stesso lavoro che i Subsonica hanno fatto con Istrice, solo che in questo caso la musica è più armonica e arricchita effetti elettro rock; mentre Francesco Foti ha un animo forse un po’ più black.

Francesco Foti si racconta dopo il boom di Tàn tàn tàn

Francesco, sembra proprio che la musica, il cantautorato e la passione per la scrittura abbiano sempre fatto parte della tua vita. Come hai scoperto questa vena artistica?

 In famiglia c’è sempre stata musica: mia madre ha aperto il primo negozio di dischi della città (Giarre), ancor prima che nascessi; mio padre mi ha portato fin da piccolo a concerti di musica classica, e mio nonno materno era musicista. Porto la musica nel mio DNA e se consideri che la “respiravo”  ogni giorno… Capirai che non è stata una scelta, bensì una cosa della quale non potevo far a meno.

Ascoltando  L’uomo nero e Tàn Tàn Tàn  si evince subito che riesci a passare da un genere musicale all’altro. Tu, invece, come ti classificheresti?

Mi definisco semplicemente un cantautore, il genere non è importante. Quello che conta è l’espressione di un concetto e di un’emozione. Mi piace sperimentare… Scrivere senza vincoli e quindi variare dal cantautorale classico di  una canzone come “L’uomo nero”, al rock noir di “Tàn Tàn Tàn”, passando per il pop di “Sarai” e “L’amore è amore”. Queste due ultime canzoni le ho scritte per Alessandro Canino (celebre a Sanremo negli anni ’90 con il tormentone “Brutta”). Ho anche scritto canzoni per  coro polifonico, ma sono ancora nel cassetto. Però se mi chiedi quale genere sento più mio in questo momento, allora ti rispondo che il rock forse mi calza meglio.

Musica, news, esclusiva, Francesco Foti: “Tàn tàn tàn è il punto di svolta…”

Tàn tàn tàn è un singolo dal gusto quasi alternative rock, con suoni molto incisivi. Da cosa sei stato ispirato per la composizione di questo brano?

Tàn Tàn Tàn rappresenta un punto di svolta, perché è il mio incontro con il rock. La canzone nasce dall’esigenza di esorcizzare “il male”, sminuirne l’importanza rinominandolo con il neologismo “Tàn Tàn Tàn” da cui il titolo, appunto. La denuncia è a 360°… dall’inquinamento allo sfruttamento delle risorse ambientali, fino a quello che tocca l’uomo in sé e il suo approccio con la quotidianità. L’essere umano perde identità. L’uomo viene spersonalizzato, costretto a diventare un numero da sfruttare, prima per l’industria alimentare e poi per quella farmaceutica. 

Inoltre ti aspettavi tutte quelle visualizzazioni online?

Non mi aspettavo un clamore del genere, per il semplice fatto che alle spalle non ho un produttore, né un’etichetta: la mia è una auto produzione. Da soli è tutto molto difficile. L’unica forma di pubblicità che ho potuto sostenere a costo zero, ma non di tempo, è stata la ricerca del contatto diretto con le persone, grazie ai Social, portando ad esempio la mia Pagina Ufficiale di Facebook da 2.500 a oltre 10.500 likes in una decina di mesi. Un lavoro che continuo a fare, da gennaio, praticamente quasi tutto il giorno e tutti i giorni, quando non ho impegni musicali, quali live, interviste. Si è creata una schiera di affezionati, che ha fatto molto rumore non appena uscito il singolo e questo è stato determinante per far balzare le visualizzazioni su YouTube ad oltre 50.000 in appena due settimane. Altrettanto determinante è stata la qualità della produzione: gli arrangiamenti curati da Carlo Longo e Salvo Dub, la regia di Vladimir Di Prima, e non ultima, l’incarnazione del Tàn Tàn Tàn da parte dell’attore Giuseppe Cavallaro.

Francesco Foti: “Cercherò un’etichetta discografica… Ma lascerò la Sicilia….”

 Visto le tue particolari dote poetiche, ti andrebbe di descriverti con una rima?

Più che una rima, mi piace citare un “aforisma” tratto dalla mia seconda silloge di poesia in dialetto etneo .“Jettu uci senza vuci” (Urlo senza voce) (Ed. Prova d’Autore, 2012). Vidu / sentu / cantu / sonu / scrivu / sugnu / vivu (vedo / sento / canto / suono / scrivo / sono / vivo).  

Quali saranno i tuoi impegni in agenda per il 2017?

Sto ultimando la realizzazione di un nuovo singolo nello Studio di Carlo Longo, che anche in questo caso curerà gli arrangiamenti. A breve con il regista Vladimir Di Prima inizieremo le riprese del videoclip: squadra vincente non si cambia! Una volta completato il lavoro, mi metterò alla ricerca di un produttore e/o un’etichetta che vogliano investire nel mio progetto di album. Se non dovessero arrivare… Pubblicherò il nuovo singolo sul mio canale YouTube, come per il precedente, nella speranza di lasciare un’altra traccia importante. Essendo anche un autore, cercherò di lavorare molto di più anche in questa direzione. Inoltre, mi sto organizzando per    trasferirmi al Centro Italia, lasciando la Sicilia, terra meravigliosa sì… Ma nella quale è molto difficile farsi strada nella musica.

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