Intervista, Dario Greco presenta il suo disco: uomo “Libero” e forte più che mai

Musica, News – Instervista a Dario Greco… Il musicista siciliano presenta il suo lavoro discografico “Libero”. Ancora una volta su New Feeling raccontiamo la musica attraverso gli occhi di chi la scrive.

Musica, News – Da sempre lettori di New Feeling sanno che all’interno del nostro blog viene raccontata la musica attraverso gli occhi di chi la scrive, di chi la presenta, di chi la vive ogni giorno. Oggi infatti in esclusiva avremo l’intervista fatta a Dario Greco, il quale ci presenta il suo nuovo lavoro discografico Libero.

Iniziamo col definire il nostro artista: Dario Greco è un musicista dell’ hinterland catanese, in Sicilia, e il primo ricordo che ha detto di avere della la musica risale a quando la vicina di casa cantava stendendo i panni mentre lui, mettendo il suo piccolo faccino tra le sbarre delle ringhiera che circondava il balcone, provava a cantare assieme a lei… Ma parlare di Dario un semplice cantautore potrebbe essere riduttivo, a mio avviso la definizione più adatta a lui, che ho trovato ascoltando l’album, è quella di cantastorie vintage.

Libero racconta che la verità fa male se nasconde una bugia, che ho fatto bene a insistere ora più che mai, che profumi di sposa e di caffè, che regalami un pensiero metti tu la fantasia, ma regalami la notte, separa la luce all’oblio, perché bevo fiori al veleno e li prendessi anche tu stronza! Ma soprattutto su Marte una piantina dura quanto una mia storia, gioielli di carta poi bruciarli tu… Tanto le parole di burro le lascio annegare nel te, ma in fondo voglio scendere con te il gradino dei miei anni…

L’unione di questi versi e tratta dalle canzoni contenute all’interno dell’album Libero di Dario greco, un mix di semplicità, di sonorità armoniche che possiamo trovare all’interno della canzone che dà il nome al disco. Ma tra le altre qualità, sostanzialmente troviamo il classico pop all’italiana degli anni 70 e 80 miscelato con vari aspetti, grazie alla chitarra acustica, il riff di chitarra elettrica, ma la dolcezza di un piano che accompagna canzoni come per Una vita intera (Aspettami) e Davanti c’è u mari.

La chicca contenuta all’interno dell’album libero è rappresentata dal brano Fiori al veleno, il perché era chiuso in Seri Tankian dato che l’accostamento alla canzone Lie Lei Lie viene automatico per via della ripetizione del suono “lalalalala”.

Regalami una rosa, forse, è la canzone che più spicca in Libero, almeno per me. Ti va di raccontarci come nasce e cosa racconta?

Hai scelto un gran bel pezzo! Quando suono questo pezzo ai live la presento come una canzone romantica, ma non triste, che parla di rapporti e di costruire, che parla di regali… Un inseme di parole che per me poi convergono in una sola, l’amore. Perché l’amore che altro non è se un ricevere regali, nel senso più ampio e metaforico, regalarsi al partner, essere romantici e costruire un rapporto? Possiamo dire che è una somma di sentimenti e pezzi di vita vissuta, senza un ordine cronologico.

Qual è il nesso logico che segue la track list di Libero? 

Diciamo che la track list non segue un determinato nesso logico. Tutti u brani sono legati, l’album è un concert album basato sul concetto di Libertà in tutte le sue sfaccettare, di espressione… D’altronde: “regalami un miracolo che abbia gli occhi tuoi”. Inoltre riprende una cosa per me particolare, perché in fondo sono sempre stato curioso di scoprire come un musicista abbia deciso di aprire il suo primo album e a seguire la sua composizione. Ecco, questo è quello che vorrei trasmettere anche io a chi mi segue adesso e chi lo farà (spero) nel tempo. Infine, “diciamocela tutta” ogni disco, così come Libero, vivono lo stato emotivo dell’artista. Io e Antonio Quinci, co-produttore artistico, comunque volevamo che Libero fosse un cd moderno e comunque omogeneo nella sua composizione.

In Libero troviamo Dario l’artista o Dario la persona?

Trovate Dario, non c’è differenza tra l’artista e la persona. Sono io la persona artista.

Sotto un aspetto musicale come ti definisci?

Bene, ti cito le tre parole che sono scritte anche nel mio bigliettino da visita: cantautore, musicista e performer…. Quest’ultima parola forse potrà sembrarvi una nota stonata, eppure descrive in piano ciò che divento ogni volta che mi esibisco oltre che il modo in cui vivo da sempre la musica. Essere un artista è il modo che conosco per vivere, essere un creativo e sono questo sia fuori che sul palco… Forse sul palco un po’ di più. Parliamo di un istinto, che non puoi inscatolare su un palco, dove comunque sento di starci bene!

Ascoltando il tuo album si sente in mood quasi insistente la chitarra acustica, che rievoca il classico pop all’italiana

Ma Libero, come me, è un album tremendamente pop! Gli artisti che nel mio percorso musicale sono stati sempre Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Max Gazzè… E un po’ di blues alla Pino Daniele. Io sono questo, non condiziono la mia musica, semplicemente lascio che grandi artisti la influenzino. Il mio stile è un insieme di tante cose. 

Quando hai deciso di “diventare” musicista? 

Beh, difficile da dire anche perché non si decide di diventare un musicista… Posso solo dirti che tutto è successo quando ascoltando un concerto di Jovanotti e Luca Carboni, in videocassetta tra l’altro, ed era l’estate 1992. Nel momento in cui loro erano nella fase clou dell’esibizione, io prendo la chitarra e comincio a strimpellare, canticchiando qualcosa. Con una canzone di sottofondo io ne cantavo completamente un’altra, con altre rime, altri suoni… Da li poi in un certo qual modo “c’ho preso gusto” e continuato a scrivere. 

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti in agenda? 

I miei appuntamenti in agenda mi vedranno impegnato in un minitour nazionale, nella speranza che diventi maxi che si terrà in club, negozi e librerie dove si respira arte e musica. Comunque sia il 3 maggio mi esibirò a Milano, per il resto potete scoprire eventi ed altri concentri nei miei profili socia, Instagram e Facebook. 

 

 

 

 

 

 

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