Talking Heads 77 la rivoluzione degli anni ’70

Nasce oggi ufficialmente il mio blog di informazione musicale con l’obbiettivo di scoprire quanto di bello ci ha regalato la “musica”.

Il suo nome, New Feeling, non è del tutto casuale dato che è tratto dall’omonima canzone contenuta in uno dei miei album preferiti: Talking Heads 77. Proprio per questo motivo vorrei inaugurare il mio spazio proprio con una recensione sui Talking Heads e il loro primo lavoro discografico.

Foto facebook fanpage Talking Heads (official)
Foto facebook fanpage Talking Heads (official)

Il gruppo newyorchese inizialmente nasce dall’incontro del cantante David Byrne, il batterista Chris Frantz e la bassista Tina Weymouth al Rhode Island School Designe, ma si consoliderà solo dopo l’incontro con il chitarrista Jerry Harrison avvento nel ’74.

Il loro album Talking Heads 77, pubblicato appunto nel 1977, arriva in contemporanea al tour fatto con i Ramones ma sol dopo la pubblicazione del quarantacinque giri Love Goes To Building Fire.

Chi ascolta il disco si accorge subito che la musica ha delle caratteristiche tipiche delle composizioni anni ’70, come il new wave ad esempio, ma se ci concentriamo meglio è possibile notare alcuni elementi di novità. Tra questi spunti troviamo una miscela tra l’art rock, che permette al gruppo di allontanarsi dagli standard della canzone pop grazie a ritmi più complessi, e New York punk, in questo caso ci si riferisce comunque alla musica punk ma suonata da gruppi newyorchesi come appunto i Talking Heads, Ramones, Television, Dead Boys….

Tra i quattordici album pubblicati dal gruppo Talking Heads 77 è tra quelli maggiormente apprezzati da fan, stimatori e critici tanto da raggiungere la posizione 97 nella BillBoard Pop Album e la posizione 290 della Classifica dei 500 album migliori di tutti i tempi, secondo un’indagine di mercato svolta dalla rivista Rolling Stones nel 2003.

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Il critico Alan Cross, ad esempio, nel suo libro The Altrernative Music Almanc del 1995 colloca l’album al quinto posto della classifica dei dieci migliori dischi alternativi.

Il brano più apprezzato dell’album è senza ombra di dubbio Psycho Killer, scritto da David Byrne, Chris Frantz e da Tina Weymouth. Il testo della canzone si presenta totalmente innovativo perchè racconta il punto di vista di un serial killer psicopatico, aspetto marcato dalle parti in francese e dall’interpretazione di Byrne che riesce a trasmettere quell’ansia tipica degli attacchi di panico.

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Il ritornello, apparentemente semplice, è facile da ricordare in quanto mantiene il ritmo martellante del brano, ma pochi sanno, che questo in realtà è un attacco al cinismo intellettuale che aveva colpito la produzione new wave“Psycho Killer/ Qu’est-ce que c’est/ fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better/ Run run run run run run run away”.

La chicca della canzone, a mio avviso, è proprio la linea di basso, cupa, martellante e per qualcuno anche irritante suonata dalla fantastica Tina Weymouth. Non a caso Allmusic la definisce una delle più memorabili linee di basso di tutto il rock & roll.

Psycho Killer regalerà al gruppo la posizione 92 della BillBoard 100 e l’esibizione live più bella della loro carriera avvenuta a Roma nel 1980.

Un altro brano di Talking Heads 77 che risalta particolarmente è New Feeling, che poi da il nome al blog, anche in questo caso troviamo un testo ben strutturato come mostra la strofa: “It is…is a million…years ago/ I hear music…and it sounds like bells/ I feel like my head is highI wish…I could meet…every one/ Meet them all over again/ Bring them up to my room/ Meet them all over again/Everyone’s up in my room”. Già in questa piccola parte di testo noterete subito che non compare mai l’espressione “New Feeling”, che da il nome alla canzone, ma se ascolterete attentamente riscontrerete la stessa cosa nelle altre strofe.

Questo brano, differentemente, comincia con dei rif martellanti di chitarra che mutano da una strofa all’altra seguendo il “cantato” di Byrne ancora una volta ansioso come se fosse impegnato in una corsa contro il tempo, con troppi impegni da portare a termine, in una giornata troppo breve e ricca di “sensazioni”.

See you at the next review music……

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